mercoledì 27 febbraio 2013

Ebridi Esterne - Introduzione


Era parecchio tempo che non aggiungevo un post succoso al blog.
Era parecchio tempo che non mi prendevo una bella vacanza rilassante.
Perciò, unendo l'utile al dilettevole, racconterò un po' della mia recente vacanza nelle Ebridi Esterne.
Specifico Esterne perché le Ebridi Interne (Skye, Mull, Islay, Jura, ecc) le ho bene o male gia viste e ne scriverò individualmente nei post futuri.
Le Esterne hanno un fascino totalmente diverso dettato dal fatto che sono meno abbordabili vista la percorrenza più lunga dei traghetti e sono, assieme alle Orcadi e le Shetland, fra le isole più esterne della Scozia.
Preciso subito che purtroppo non ho fatto tutto il blocco di isole da Nord a Sud come avrei voluto, concludendo il viaggio a Barra.
Per questioni di mobilita' e di tempo mi sono concentrato sulle due isole più a nord: Lewis e Harris.


Comunque, prima di cominciare la descrizione dei posti visti facciamo una piccola introduzione...
Insieme a due dei miei tre più cari compagni di viaggio, aspettiamo pazientemente al molo del porto di Uig, sull'isola di Skye, l'arrivo del traghetto della Calmac (http://www.calmac.co.uk/) MV Finlaggan.
Siamo i primi in fila dato che siamo arrivati con largo anticipo. Pertanto lasciamo la macchina al primo posto della fila numero 1 e facciamo 4 passi per il porto.
Prima tappa il negozio di ceramiche che si trova nascosto dietro al Pub all'inizio del molo.
Decidiamo di fare un paio di acquisti che ci ricordino di questa bellissima vacanza appena iniziata.
Ci spostiamo sul molo praticamente deserto, dove non si sente nemmeno un rumore se non qualche richiamo di un gabbiano ogni tanto.
Contrasto pazzesco con un opera totalmente costruita dall'uomo che sembra dominata dagli animali finché non arriva il traghetto a riappropriarsi totalmente dell'umana natura della struttura sull'acqua.
Finita la passeggiata torniamo verso la macchina e noto che cominciano ad esserci parecchie colonne già piene di autoveicoli perciò deduco che il traghetto non sarà poi cosi piccolo come credevo nonostante sia bassa stagione
Infatti non c'è' praticamente niente di aperto e anche dei due posti che servono pasti caldi solo uno é aperto: la Orasay Tearoom.
Non gli daresti un penny se la vedi da fuori e quando entri hai la sensazione di essere entrato a casa di qualcuno più che in un posto di ristorazione.
Tuttavia ordiniamo 3 hamburger di cervo e con nostra sorpresa, nonostante i tempi di attesa leggermente più lunghi del solito pub, il pasto é nettamente sopra la media!
Un massiccio hamburger siede comodo in mezzo a due bei pezzi di pane servito con una generosa porzione di patatine.
Chiedo scusa per l'enfasi ma dopo tutta la strada fatta per arrivare fino alla partenza di questo traghetto é stato come ricevere un premio per l'impegno alla guida!
Lasciamo il posto soddisfatti e ci sediamo in macchina ad aspettare: ormai manca poco.
Infatti dopo poco notiamo la nave che stava giungendo all'attracco mentre noi già parlavamo delle cose da vedere dall'altra parte del mare.
Dopo una lenta fase di ormeggio che sembrava non terminare mai, si apre il portellone e come un torrente in piena escono macchine e camion.
Ci danno il via e saliamo gloriosamente per primi sul traghetto!
Incolonnati e ,quasi paraurti-contro-paraurti per massimizzare gli spazi, scendiamo dalla macchina e andiamo nella zona passeggeri.
Ci sediamo nella zona a poppa che da sul portellone ancora aperto da cui lente stanno salendo le ultime automobili.
“Caffè'?” é la mia domanda?
“Whisky!” é la risposta...
Ottimo!, questo é lo spirito giusto per questo viaggio!
Mentre sorseggio un Bunnahabhain la nave salpa e non appena fuori dal porto mi armo di macchina fotografica per immortalare la costa di questa parte di Skye dal mare.
Si sta bene , c'è il sole ( che ci farà compagnia per tutta la vacanza) e non c'è quasi vento, perciò niente mare mosso ne mal di mare per nessuno degli occupanti.
Dopo un oretta e mezza le isole in lontananza sono ormai vicine ed é il momento di fare qualche foto dalla prua per riprendere il nostro arrivo.
A primo impatto non sembra ci sia molta differenza con l'isola di Skype.
Le colline scendono verso il mare rocciose e il colore della sera trasforma il paesaggio con una predominante rossa.
Il porto di Tarbert é piccolo e la nave non ha spazio di manovra come a Skye perciò entra con la prua e ne uscirà di poppa.
Le case sono basse e colorate principalmente di bianco col tetto nero, colori tipici dei croft.
é ora di tornare in macchina e prepararsi a scendere.
Siamo trepidanti per l'attesa di scoprire come é realmente questa isola e soprattutto il cottage che abbiamo affittato per 4 notti.
Usciamo dal metallico ventre della nave e seguiamo la strada che attraversa il piccolo paese passando davanti alla casa del Tweed, stoffa pregiata tipica di Harris.
Puntiamo verso a sud lasciando lo sparuto numero di case che compone l'abitato di Tarbert e il panorama cambia drasticamente.
Il rosso lascia spazio al grigio della roccia che ora sovrasta decisamente il muschio e la vegetazione dando l'idea comune a molti di paesaggio lunare.
La strada stessa , single track road, é grigia per l'abbondante uso di sale atto ad evitare la formazione di ghiaccio.
Le ultime luci del giorno prima del tramonto cominciano ad infiammare tutto attorno a noi proprio mentre noi lasciamo la strada principale prendendo la secondaria che porta a Luskentyre.

Si va molto piano perché oltre ad essere stretta , questa strada segue ogni profilo della costa.
La natura non é stata piegata a proprio volere come vorrebbe la costruzione di una via di comunicazione al file di rendere il più piacevole il transito.
Al contrario, la distesa di catrame é stata depositata quasi come zucchero a velo sul profilo roccioso della costa.
Salite e discese, cunette e tornati strettissimi sono la normalità qui dove non si vede dietro l'angolo della prossima curva e si va piano per avere una chance di fermarsi in tempo.
é difficile stare concentrati quando alla tua sinistra c'è sabbia bianca e fine, mare azzurro e una palla infuocata a tinteggiare di arancione e rosso ogni cosa e cambiare la natura di un corso d'acqua in uno specchio.
Tuttavia la strada é corta e molto presto siamo al cottage già immerso nel bagno di sole.
Scendiamo rapidamente e ripetiamo vicendevolmente quanto é bello il posto.
Mettiamo rapidamente in casa le valigie e scendiamo verso la spiaggia per far parte ad ogni costo del benvenuto che questo angolo di mondo ci sta dando.
Fra i sospiri dettati dal piacere di essere li e il relax appena trovato non appena scesi dalla macchina consci di essere giunti a destinazione, ci lasciamo passare addosso i colori della palla di fuoco che, con riflessi ormai viola, si sta tuffando nell'oceano.
Serenità é la parola d'ordine.



Serenità...



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