Era parecchio tempo che
non aggiungevo un post succoso al blog.
Era parecchio tempo che
non mi prendevo una bella vacanza rilassante.
Perciò, unendo l'utile al
dilettevole, racconterò un po' della mia recente vacanza nelle
Ebridi Esterne.
Specifico Esterne perché
le Ebridi Interne (Skye, Mull, Islay, Jura, ecc) le ho bene o male
gia viste e ne scriverò individualmente nei post futuri.
Le Esterne hanno un
fascino totalmente diverso dettato dal fatto che sono meno
abbordabili vista la percorrenza più lunga dei traghetti e sono,
assieme alle Orcadi e le Shetland, fra le isole più esterne della
Scozia.
Preciso subito che
purtroppo non ho fatto tutto il blocco di isole da Nord a Sud come
avrei voluto, concludendo il viaggio a Barra.
Per questioni di mobilita'
e di tempo mi sono concentrato sulle due isole più a nord: Lewis e
Harris.
Comunque, prima di
cominciare la descrizione dei posti visti facciamo una piccola
introduzione...
Siamo
i primi in fila dato che siamo arrivati con largo anticipo. Pertanto
lasciamo la macchina al primo posto della fila numero 1 e facciamo 4
passi per il porto.
Prima
tappa il negozio di ceramiche che si trova nascosto dietro al Pub
all'inizio del molo.
Decidiamo
di fare un paio di acquisti che ci ricordino di questa bellissima
vacanza appena iniziata.
Contrasto
pazzesco con un opera totalmente costruita dall'uomo che sembra
dominata dagli animali finché non arriva il traghetto a
riappropriarsi totalmente dell'umana natura della struttura
sull'acqua.
Finita
la passeggiata torniamo verso la macchina e noto che cominciano ad
esserci parecchie colonne già piene di autoveicoli perciò deduco
che il traghetto non sarà poi cosi piccolo come credevo nonostante
sia bassa stagione
Non
gli daresti un penny se la vedi da fuori e quando entri hai la
sensazione di essere entrato a casa di qualcuno più che in un posto
di ristorazione.
Tuttavia
ordiniamo 3 hamburger di cervo e con nostra sorpresa, nonostante i
tempi di attesa leggermente più lunghi del solito pub, il pasto é
nettamente sopra la media!
Un
massiccio hamburger siede comodo in mezzo a due bei pezzi di pane
servito con una generosa porzione di patatine.
Lasciamo
il posto soddisfatti e ci sediamo in macchina ad aspettare: ormai
manca poco.
Infatti
dopo poco notiamo la nave che stava giungendo all'attracco mentre
noi già parlavamo delle cose da vedere dall'altra parte del mare.
Dopo
una lenta fase di ormeggio che sembrava non terminare mai, si apre il
portellone e come un torrente in piena escono macchine e camion.
Ci
danno il via e saliamo gloriosamente per primi sul traghetto!
Incolonnati
e ,quasi paraurti-contro-paraurti per massimizzare gli spazi,
scendiamo dalla macchina e andiamo nella zona passeggeri.
“Caffè'?”
é la mia domanda?
“Whisky!”
é la risposta...
Ottimo!,
questo é lo spirito
giusto per questo viaggio!
Mentre
sorseggio un Bunnahabhain la nave salpa e non appena fuori dal porto
mi armo di macchina fotografica per immortalare la costa di questa
parte di Skye dal mare.
Si
sta bene , c'è il sole ( che ci farà compagnia per tutta la
vacanza) e non c'è quasi vento, perciò niente mare mosso ne mal di
mare per nessuno degli occupanti.
A
primo impatto non sembra ci sia molta differenza con l'isola di
Skype.
Il
porto di Tarbert é piccolo e la nave non ha spazio di manovra come a
Skye perciò entra con la prua e ne uscirà di poppa.
Le
case sono basse e colorate principalmente di bianco col tetto nero,
colori tipici dei croft.
é
ora di tornare in macchina e prepararsi a scendere.
Siamo
trepidanti per l'attesa di scoprire come é realmente questa isola e
soprattutto il cottage che abbiamo affittato per 4 notti.
Usciamo
dal metallico ventre della nave e seguiamo la strada che attraversa
il piccolo paese passando davanti alla casa del Tweed, stoffa
pregiata tipica di Harris.
Puntiamo
verso a sud lasciando lo sparuto numero di case che compone l'abitato
di Tarbert e il panorama cambia drasticamente.
Il
rosso lascia spazio al grigio della roccia che ora sovrasta
decisamente il muschio e la vegetazione dando l'idea comune a molti
di paesaggio lunare.
La
strada stessa , single track road, é grigia per l'abbondante uso di
sale atto ad evitare la formazione di ghiaccio.
Le
ultime luci del giorno prima del tramonto cominciano ad infiammare
tutto attorno a noi proprio mentre noi lasciamo la strada principale
prendendo la secondaria che porta a Luskentyre.
Si
va molto piano perché oltre ad essere stretta , questa strada segue
ogni profilo della costa.
Al
contrario, la distesa di catrame é stata depositata quasi come
zucchero a velo sul profilo roccioso della costa.
Salite
e discese, cunette e tornati strettissimi sono la normalità qui dove
non si vede dietro l'angolo della prossima curva e si va piano per
avere una chance di fermarsi in tempo.
é
difficile stare concentrati quando alla tua sinistra c'è sabbia
bianca e fine, mare azzurro e una palla infuocata a tinteggiare di
arancione e rosso ogni cosa e cambiare la natura di un corso d'acqua
in uno specchio.
Tuttavia
la strada é corta e molto presto siamo al cottage già immerso nel
bagno di sole.
Mettiamo
rapidamente in casa le valigie e scendiamo verso la spiaggia per far
parte ad ogni costo del benvenuto che questo angolo di mondo ci sta
dando.
Fra
i sospiri dettati dal piacere di essere li e il relax appena trovato
non appena scesi dalla macchina consci di essere giunti a
destinazione, ci lasciamo passare addosso i colori della palla di
fuoco che, con riflessi ormai viola, si sta tuffando nell'oceano.
Serenità
é la parola d'ordine.
Serenità...
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